Google e Microsoft investono miliardi (per risparmarne altrettanti)

Sia Google che Microsoft stanno investendo cifre di un certo rilievo.
Si parla di più di un miliardo di dollari in nuovi edifici per allocare altrettanti nuovi server.
Le infrastrutture cominciano a scricchiolare sotto l’aumento del traffico, cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni.
Tutto ciò obbliga ad investire in nuove locazioni per maggiorare il numero dei server a disposizione.
Chiaramente investire significa anche risparmiare tasse, infatti Google nella Carolina del Nord è riuscita ad ottenere incentivi  fiscali pari a circa 100 milioni di dollari, per un investimento di 660 milioni di dollari nella città di Lenoir.
La concorrente Microsoft invece ha preferito investire 550 milioni di dollari, per i suoi servizi Live, nella città di San Antonio, in Texas, approfittando di incentivi fiscali pari a 20,7 milioni di dollari.

599.000$ in 9 ore

Woot Logo

In Italia Woot! non è ancora molto conosciuto, mentre spopola in USA. Woot! è un sito e-commerce che si basa sul principio del “One Day, One Deal”. Ogni giorno alle 24:00 (CT) viene messo in vendita un prodotto in numero limitato, se questo viene esaurito bisogna attendere il giorno seguente.
Woot! È stato inserito dal Time tra i 50 siti e-commerce più innovativi, ed attraverso il suo semplice ma efficace sistema di vendita, guadagna cifre di tutto rispetto con il minimo sforzo.
Proprio lo scorso dicembre sono stati messi in vendita 500 proiettori DLP InFocus IN72, il tutto è stato venduto nel giro di 8 ore. Lo stesso prodotto è stato reinserito ieri, ma questa volta invece di 500, i pezzi in vendita erano 1000. Tutti i proiettori sono stati venduti in poco più di nove ore per una cifra totale pari a 599.000 dollari.
woot
Secondo Wikipedia, grazie alla particolare strategia di vendita, Woot! ha incassato nel 2005 circa 40 milioni di dollari (10 milioni nel 2004). Mediamente Woot! Incassa circa 100.000 dollari al giorno.
Consiglio la lettura dell’articolo su Wikipedia, che descrive in maniera egregia la storia e i fatti di Woot!.

Sono un frustrato, quindi scrivo sul blog.

Ho notato che sono ancora molto di voga le discussioni riguardo ai motivi che spingono una persona a scrivere su un blog. Anche io ho cominciato a riflettere su questo, nonostante scriva oramai da più di un anno. Come probabilmente la stragrande maggioranza delle persone, ho iniziato a scrivere per induzione, ovvero leggendo altri blog, tra cui l’oramai famoso BeppeGrillo.it.
Mi affascinava il cambio di rotta del web, verso un mondo virtuale fatto di contenuti e nient’altro. Rimango dell’opinione che la blogosfera deve il suo successo non tanto alla diffusione della rete in generale, ma alla decadenza di tutti gli altri sistemi d’informazione. Per la prima volta nella storia dell’informazione, ci si trova davanti all’utente che attivamente ricerca i contenuti, mentre i sistemi tradizionali, come radio e TV, inviano e la persona subisce passivamente, rimanendo con l’unica possibilità di scelta in mano, un telecomando con i tasti da 1 a 7 consumati. Se c’è qualcuno che ha guardato più di una volta a settimana un programma televisivo registrato sul numero 8 me lo faccia sapere.
Proprio grazie alla mia personale frustrazione lavorativa, decisi che dovevo fare qualcosa per non perdere il treno e di conseguenza anche un valore intellettuale personale.
Uno dei miei primi post descriveva esattamente la mia delusione professionale in Italia, dopo tanti anni passati all’estero. Mi sono ritrovato in un paese mentalmente perpetuo, con concezioni lavorative morte.
Per la prima volta nella mia vita professionale mi sono quindi accorto che esistono tre possibilità:
1. Ci si fa inglobare lentamente dai perpetui per diventare a propria volta RICCO, POTENTE e STUPIDO come loro;
2. Non ci si fa inglobare, ma si cerca di prendere il lavoro come una sfiga virtuale che dura esattamente 8 ore. In queste 8 ore si cerca di far funzionare solo i neuroni che accettano ordini dai grandi manager, spegnendo tutti gli altri neuroni che normalmente creano problemi, perché fatti per pensare. Dopo le otto ore si torna nella vita reale scordandosi tutto il resto;
3. Si cerca di utilizzare i neuroni passivi ed ogni tanto qualcuno attivo, per cercare di capire il senso di un meeting di due ore e mezza, dove si è discussa la nuova disposizione dei cestini per l’immondizia. Grazie ai pochi neuroni attivi si è riusciti a capire d’aver buttato via 2 ore e mezza della tua vita e ti accorgi d’essere ancora vivo mentalmente proprio perché ti sei chiesto il “Perché?”.
Le tre possibilità non sono buone o cattive, ma semplicemente differenti, si tratta solo di una scelta personale. Personalmente ho optato per la terza.
Il mio “Perché?” inizia esattamente durante il mio ritorno in macchina e proprio a partire da quel momento la mia mente inizia a lavorare. Arrivo a casa, accendo il mio “piccì” e mi sfogo.
Leggo che durante quelle due ore mezza, migliaia di persone si sono poste il mio stesso problema e lo hanno scritto su un blog. Inizi ad apprendere che la discussione sulla disposizione dei cestini alla fine non era nemmeno sbagliata, ma si poteva per esempio anche parlare di come disporli, che forse ne sarebbe bastato solo uno condiviso da 3 persone, che si potrebbero usare 3 cestini condivisi da 3 persone ma con funzioni differenti, uno per la carta, uno per il vetro e un altro per la plastica, o forse il cestino della plastica non servirebbe se si comprasse materiale con meno imballaggio.
Questo è il motivo che mi spinge a scrivere su un blog, condivido con altri le mie idee, nate da una frustrazione iniziale e siccome i frustrati in questo paese sono tanti, ne fuoriesce una quantità tale d’informazioni, che ti senti veramente stupido se non ne entri a far parte.
Dopo tutta questa serie di riflessioni sono arrivato quindi alla seguente conclusione:
1. Sono un frustrato;
2. Leggo i blog a causa del motivo 1;
3. Scrivo sul mio blog dopo il punto 2;
4. Il giorno dopo sono meno frustrato, più informato ma anche più incazzato perché le riflessioni nate dopo i punti 2 e 3, non tutti riescono o vogliono capirle, riportandomi quindi a ricominciare dal punto 1.

Alice contro T-Online

Ho deciso d’intraprendere un viaggio all’interno del mercato delle ADSL. Si dice spesso che Telecom Italia, con la sua Alice, sia tra le più care d’Europa. Ho deciso così di verificare sito per sito, contratto per contratto, le reali differenze d’offerta tra l’Italia ed il resto dell’Europa.

Inizio il confronto con il mercato tedesco di T-Online, che conosco bene, avendo abitato in Germania per più di 11 anni.
Le differenze sono sostanziali, soprattutto quando si passa ad abbonamenti VDSL, che comprendono non solo collegamento flat alla rete, ma anche telefonia IP e IPTV. Quest’ultimi due parametri non li ho inseriti nella lista di proposito, come non ho considerato le offerte a consumo.
Ho preso in considerazione invece tutti gli abbonamenti che comprendono, come elemento primario, semplicemente la connessione in internet 24 ore su 24, con un costo mensile fisso.
Ecco quindi la prima lista comparativa.

Alice vs T-Online 1 small
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In questa lista salta come prima cosa in maggior numero d’offerte, questo significa che in Germania agli utenti viene data una maggiore possibilità di scelta, proprio in combinazione alle proprie esigenze.

In ogni caso se la differenza tra le due linee da 2 Mbit/s è inesistente, possiamo notare che in Germania, pagando il prezzo di una Alice 20Mega, sia ottiene una linea da 25 Mbit/s in download e 5 Mbit/s in upload, quest’ultimo valore ben più alto rispetto ai 384 Kbit/s offerti qua in Italia.

Come già spiegato all’inizio, la mia comparazione si riferisce solo ed unicamente ad abbonamenti flat, devo comunque aggiungere che le due offerte VDSL di T-Online comprendono anche una flat VOIP e TVIP con 50 canali e videorigestratore digitale.

Il giornalismo digitale fa le sue vittime

Time Inc. (TimeWarner) anceh a causa del nuovo giornalismo digitale, modifica la propria struttura. 289 redattori vengono mandati a casa.

“It is safe to say it will be more than 200, it could go as high as 250, but it certainly won’t be 300,” said one insider.

People, Sports Illustrated e chiaramente lo stesso Time sono i titolo che verranno toccati da questa decisone, inoltre gli uffici di Chicago, Los Angeles e Atlanta saranno chiusi.

Prima gli indiani, adesso anche i russi. Tutti vogliono Telecom Italia.

Come al solito prendo notizia dalla stampa estera, la nostra va sempre un pò più piano.
Sembra che la russa AFK Sistema voglia diventare maggior azionista di Telecom Italia. La notizia è apparsa questo venerdì sul quotidiano russo Kommersant. Della questione se ne parlerà di più il prossimo marzo, quando Putin si troverà qua in Italia.

Altre informazioni a riguardo su Reuters.

La Femme D’Argent

Thanks to Anja for the work and to me for the support :-D
Made in Italy and Germany.

Come diffondere dati segreti in maniera sicura. Wikileaks

Wikileaks

La democrazia è una bella cosa, concetti che per noi risultano addirittura banali, per molti altri sono ancora da capire.

La democrazia ci offre la possibilità di diffondere notizie più o meno compromettenti, senza aver la paura d’essere perseguiti dallo stato. Da noi in Italia è diventata oramai pratica diffusa quella di cercare aiuto attraverso la stampa o a trasmissioni del tipo “Mi manda Rai 3″ o “Striscia la notizia”.

Come già detto, per molti altri popoli che vivono in società di tipo totalitario, questo concetto di libertà è inesistente. Molto spesso si viene perseguitati per il semplice motivo d’aver voluto rendere pubblica la verità o addirittura più semplicemente la propria opinione.

La rete ci viene sempre incontro, infatti grazie a Wikileaks per molti sarà possibile esprimersi e rendere pubblici documenti segreti e critici, senza doversi esporre in prima persona.

Wikileaks, esattamente come il grosso fratello Wikipedia, permetterà la diffusione d’informazioni e documenti proprio per andare contro i regimi repressivi esistenti in Africa, nel Medio Oriente, in Asia e nell’ex Unione Sovietica.

Logicamente il sistema sarà disponibile anche per tutto l’occidente per segnalare scorrettezze o azioni immorali effettuate da stato o aziende.
Certamente la rete offre a tutti già adesso la possibilità di rendere pubblico tutto ciò che si vuole, ma con forti rischi di tracciabilità degli utenti. La Cina investe diversi milioni di dollari per il controllo dei movimenti in internet. I creatori di Wikileaks per ovviare al problema hanno semplicemente pensamento di cifrare e rendere anonimi tutti gli accessi attraverso la tecnica dell’Onion Routing.
I creatori di Wikileaks sono informatici e matematici, alcuni dissidenti, provenienti da Cina, USA, Taiwan, Australia e Africa.
Wikileaks, proprio come Wikipedia, si baserà sull’autocontrollo offerto dagli stessi utenti che analizzeranno e discuteranno l’attendibilità dei documenti disponibili. Il tutto sarà disponibile entro i prossimi due mesi.

iPhone is everything

Quickmaps: disegnare su Google Maps.

Quikmaps
Quickmaps è un’applicazione che permette di disegnare direttamente sulle cartine offerte da Google Maps. Dopo aver modificato la mappa è possibile inviare il tutto via email, inserirla sul proprio sito oppure integrarla all’interno di Google Earth.
Quickmaps offre diverse icone, inseribili semplicemente tramite drag and drop, all’interno della cartina stessa.
Il fatto più interessante è che tutte le funzionalità sono disponibili senza nessuna registrazione.

Quikmaps

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