Pythia Analytics. Controllare il trend del blog
Una maniera semplice e veloce per vedere ed analizzare lo stato del proprio sito viene offerto da Pythia Analytics. Questo sistema online offre diversi diagrammi che mostrano l’andamento del sito tramite i links di Yahoo, del.icio.us, Technorati ed altri.
Per visualizzare i diagrammi basta semplicemente inserire l’URL desiderata.

Crosspost di servizio
Le prossime due settimane saranno povere di post.
Domani mattina parto e vado qua:

Torno venerdì sera ma riparto lunedì 30 mercoledì 1 per andare qua:

Tornerò con 5 Kg in meno, difficile mangiare nelle mense aziendali da quelle parti.
WebTrendMap 2007
Come se fosse la mappa della metropolitana di una grossa città, ecco direttamente dal Giappone la lista WebTrend 2007.
-> Solo immagine.
-> Versione cliccabile.
Second (real) Life
Il Rolling Stone e la fine dell’industria discografica
Ho letto un articolo online della rivista Rolling Stone, riguardo alla caduta dell’industria discografica. Si parla dei motivi del crollo e vengono presentati alcuni modelli di business per migliorare il futuro.

Alcune parti dell’articolo sono cose conosciute, dette e ridette, ma difficilmente si riesce a leggere l’ammissione delle colpe da parte dei manager delle major discografiche.
“The record business is over,” says music attorney Peter Paterno, who represents Metallica and Dr. Dre. “The labels have wonderful assets - they just can’t make any money off them.” One senior music-industry source who requested anonymity went further: “Here we have a business that’s dying. There won’t be any major labels pretty soon.”
Gli utenti lamentano da sempre gli alti costi della musica, mentre le major discografiche invece di trovare sistemi di vendita alternativi, hanno sempre puntato il dito contro il P2P, investendo esorbitanti cifre in sistemi anti-pirateria del tutto inutili. I “signori della musica” non hanno mai voluto capire d’aver davanti a loro qualcosa di più grosso e difficilmente controllabile come internet.
La rivista ha inoltre riassunto in una lista, cinque nuovi possibili modelli di business:
Teoria 1: Musica supportata da sistemi pubblicitari (Ad-Supported Music).
Ian Rogers (Yahoo! Music General Manager).
Commento: Assolutamente senza senso, un sistema vecchio e già morto.
Teoria 2: Legalizzare il P2P (Peer-to-Peer Goes Legit)
Eric Garland (CEO Big Champagne).
Commento: Secondo me è troppo tardi per passare all’utilizzo di flatrate P2P. Le major avrebbero dovuto iniziare subito con sistemi di questo tipo proponendo modelli di pagamento seri.
Teoria 3: Estremizzare lo shop musicale online (Endless Access Points for Music)
David Pakman (CEO eMusic).
Commento: Mi sembra banale come soluzione, anche se potrebbe essere veritiera. Effettivamente un grosso numero di soluzioni di vendita online, partendo già da quelli disponibili, è in grado di assecondare tutti i gusti musicali degli utenti, di conseguenza un aumento degli introiti.
Teoria 4: Passare totalmente a un sistema che si basa sulla commercializzazione di licenze, tour e merchandising (Labels Change Their Stripes).
Rob Glaser (head of Real Networks and Rhapsody).
Commento: Anche qua niente di nuovo, anche se devo ammettere che bisogna cambiare totalmente la mente del business. Le major dovrebbero trasformarsi in terziari della musica, in altre parole alla vendita e alla gestione di tutto quello che si può vendere intorno ad un brano musicale.
Teoria 5: Utilizzare marketing virale (Consumers Become Retailers)
Terry McBride (CEO Nettwerk Music Group).
Commento: Il sistema più utilizzato prima dell’arrivo del file-sharing, quindi nulla di nuovo.
Se queste sono le idee, significa che sono messi proprio male.
Le aziende e il Web 2.0
Ho appena finito di leggere (registrazione obbligatoria ma veloce) un interessante documento statistico, stilato della McKinsey, sul tema Web 2.0 e gli investimenti fatti a riguardo.





8apps - progettato per essere produttivo
Inizio copiando la citazione di mashable.com
Social networking is designed to be unproductive - except on 8apps.
Grazie a Fischmarkt (blog tedesco) ho ottenuto l’invito alla beta di 8apps.com.
Amo le applicazioni Web 2.0, soprattutto quelle che mi aiutano giornalmente con l’organizzazione del mio lavoro e delle mie attività. Non potevo quindi che seguire lo sviluppo di 8apps, al momento ancora in fase beta.
8apps è in fase di sviluppo già da qualche tempo e ora finalmente si riescono a intravvedere i primi risultati. Circa sei mesi fa si parlava di tre applicazioni pronte per il lancio della beta, invece ne troviamo quattro. Chiaramente, da come s’intuisce dal nome stesso, le applicazioni dovranno diventare otto.

8apps è in sostanza un grosso contenitore che contiene al suo interno quattro differenti applicazioni:
Handshake è praticamente la rete sociale interna a 8apps. Qua si può creare il proprio profilo e osservare quello di altre persone;

Orchestrate è un tool per organizzare attività e che permette di condividere il tutto con altri utenti;

Blueprint aiuta a fare brainstorming e discutere possibili e futuri progetti con i con i propri contatti;

Pinpoint è un calendario che permette la condivisione dei propri appuntamenti e meetings con gli utenti 8apps. 
Il sistema è veramente semplice da utilizzare, in pochi secondi si creano diverse liste con le attività da svolgere, si organizzano meeting e si creano delle mappe visive per i brainstorming, il tutto in modo molto intuitivo.
8apps, sempre in perfetto stile Web 2.0, è accessibile solo tramite invito. Al momento ho cinquanta inviti a disposizione, quindi se ci fosse qualche interessato lo scriva semplicemente tramite commento su questo blog, provvederò subito a inviare il tutto.
Aggiungo inoltre un video che mostra del tutto le funzionalità di 8apps.
WikiMindMap
Bello questo sistemino online esterno a Wikipedia. WikiMindMap trova velocemente le voci correlate alla parola cercata e mostra i risultati sotto forma di mappa mentale.
Buy Blog Comments, lo spam ora è in vendita.

Dopo ForumStars.com ecco Buy Blog Comments, ancora una start-up che offre l’inserimento di commenti, praticamente spam, su altri blog.
Il prezzo non è nemmeno altissimo, con 20$ si comprano 100 commenti mentre con 200$ i commenti diventano 1000.

Pare che le persone di Buy Blog Comments vogliano realmente soddisfare i propri clienti al 100%.
I commenti che andranno ad infestare i nostri blog dovrebbero essere realmente pertinenti all’articolo scritto, questo per evitare la cancellazione o il blocco del commento stesso.
What BuyBlogComments.Com does is pay people to write quality blog comments on quality blogs. They are hand written by excellent english speaking people in America and Canada. We have a really great system here at Buy Blog Comments. When you order one of our packages, our blog specialists look through the huge database of no nofollow tag blogs and then pick only the blogs in your niche. Then, they go through and comment on the most recent posts. They read the whole blog post so that they can leave a valid comment on the bloggers blog, so that your blog post wont get deleted. This way you save time and money.
La nascita di questi servizi fa effettivamente riflettere sul business che esiste dietro la blogosfera, anceh se chiaramente queste aziende hanno vita molto breve.
Ci siamo anche noi
C’è anche Roma tra le città più attive della blogosfera. L’analisi è stata fatta da Feedburner e BusinessWeek, anche se qualcosa non torna. Le Germania che fine ha fatto? Posso tranquillamente affermare che i tedeschi sono estremamente attivi nella blogosfera.Mi puzza.




