GMail IMAP - Averlo e non saperlo

Da giorni controllo più volte il mio account GMail per vedere se finalmente è stata attivata anche per me la funzionalità IMAP.

10 minuti fa, preso da attacco mistico, ho provato a cambiare la lingua utilizzata da “Italiano” a “English (US)” ET VOILÀ
GMail IMAP

Praticamente l’IMAP è stato attivato solo per chi utilizza GMail in Inglese, ma solo “English (US)” perchè con “English (UK)” non funziona. Ho provato anche con altre lingue ottenendo lo stesso risultato.

Gmail update! Arriva l’IMAP (2)

Gmail IMAP

L’ho scritto ieri, ora è ufficiale.
Dal blog di Gmail:

For the past few years, we’ve offered POP access, which is similar to IMAP but lacks one critical feature: your changes made on other devices aren’t seen in Gmail when you log back in. Instead you are presented with a list of unread mail, and you must re-read and re-sort everything. For this reason, as soon as I started at Google, IMAP was one of the first things I asked about. Since then, I’ve seen countless blog posts, requests, chats, and just about everything else asking, “Are you guys ever going to do IMAP?” Well now I can say: Yes. Yes, we are doing IMAP. In fact, we are doing it for you for free on all devices and platforms.

Dal “What’s new” di Gmail

Just launched!
Free IMAP
Sync your inbox across devices instantly and automatically. Whether you read or write your email on your phone or on your desktop, changes you make to Gmail will be seen from anywhere you access your inbox. Don’t fret if you don’t see “IMAP Access” yet under the Settings menu. We’re rolling it out to everyone over the next few days.

Gmail update! Arriva l’IMAP

Una bella notizia dal servizio mail di Google: Gmail supporterà presto l’IMAP, affiancandolo al classico protocollo POP.In questo modo sarà possibile la sincronizzazione bidirezionale di mail e cartelle tra il proprio client e il servizio online.

Google non ha ancora confermato la notizia in maniera ufficiale, ma ha semplicemente dichiarato che IMAP è una funzionalità desiderata da molti utenti, inoltre sono molte le persone che dichiarano d’aver già visto apparire le opzioni IMAP sul proprio account Gmail. Se aggiungiamo anche che le funzionalità IMAP di Gmail vengono descritte sul sito di supporto agli utenti, si può tranquillamente affermare che nel giro di pochi giorni tutti saranno finalmente in grado di utilizzare le nuove funzionalità.

Il clone di Twitter non poteva mancare (2)

Primi commenti riguardo l’acquisizione di Jaiuku.
Steve Rubel:

To clarify, I give Twitter 45 days to be sold. My pick? Yahoo. Reason - Yahoo is focusing on developers and Twitter’s API is attractive.


Robert Scooble
:

This is a good purchase for Google. Add it onto their new social network that’s coming (Orkut 2.0) and Google just made a major move against Facebook.

Il clone di Twitter non poteva mancare

Jaiku

Twitter ha generato un boom (che personalmente non capisco) che Google chiaramente non poteva perdere. Proprio per questo è stato acquisito poche ore fa Jaiku, un sistema che permette il cosiddetto “Active Streaming”, in concreto un clone del più famoso Twitter.

Wonderful Jaiku users,

Exciting news, Jaiku is joining Google!

While it’s too soon to comment on specific plans, we look forward to working with our new friends at Google over the coming months to expand in ways we hope you’ll find interesting and useful. Our engineers are excited to be working together and enthusiastic developers lead to great innovation. We look forward to accomplishing great things together. In order to focus on innovation instead of scaling, we have decided to close new user sign-ups for now.

But fear not, all our Jaiku services will stay running the way you are used to and you will be able to invite your friends to Jaiku. We have put together a quick Q&A about the acquisition.

Jyri Engeström and Petteri Koponen, Jaiku Founders

Ho l’impressione che Google abbia spostato le sue acquisizioni verso piccole start-up, probabilmente per prendere a basso costo le loro tecnologie e quindi integrarle nei loro sistemi. Un paio di settimane fa è stato acquisito anche Zingku, un servizio molto simile a Jaiku ma con un focus spostato maggiormente verso l’area delle reti sociali.
Da diverso tempo si parla di un grosso progetto in casa Google, che dovrebbe diventare una piattaforma comunicativa colossale. Sono quindi forse legati gli annunci riguardo il software mobile GPhone e l’acquisizione di Grand Central, azienda che offre servizi per la telecomunicazione mobile.

La globalizzazione delle reti sociali

Le reti sociali avanzano e riscuotono successo un po’ in tutto il mondo, ma gurdando la seguente mappa si può notare come il mercato non sia del tutto monopolizzato da Facebook e MySpace.
Social Network Map

Cosa fanno gli utenti con Facebook

Compete.com ha fatto delle interessanti analisi sul tempo speso dagli utenti all’interno di Facebook.

Qua una grafica riassuntiva.

Cosa fanno gli utenti con Facebook

Quando l’hoster diventa paranoia.

Come già descritto nei miei post precedenti, ho avuto diversi problemi con il cambio del webhoster. GoDaddy non fa pena, fa proprio schifo. Non penso d’essere stupido, ma divincolarsi attraverso il loro sistema d’amministrazione è folle. Per non parlare poi delle decine e decine di “import-export” effettuati da e verso MySql con la loro pessima configurazione di phpMyAdmin, non funziona nemmeno l’import dei file sql “zippati”.
Ho deciso quindi di ricambiare hoster, ma questa volta ho anche deciso di prendermi tutto il tempo necessario.
La mia scelta verso un webhoster americano è rimasta, soprattuto visto il corso del dollaro.
Ho cercato per giorni in rete e mi sono accorto che internet è piena di pagine e classifiche sui webhoster, ma la stragrande maggioranza di questi è di proprietà di quel o quell’altra azienda, bisogna quindi stare molto attenti a quello che si legge.
Come già spiegato, i miei blog prima venivano supportati da DomainGo, webhoster tedesco, che mi offriva sottodomini illimitati, db mysql a iosa e traffico a volontà. DomainGo non ha mai dato problemi di performance. Il tutto mi costava solo 7 euro al mese.
Il fatto d’avere traffico illimitato mi permetteva di dormire tranquillo, molto spesso ci si ritrova infatti davanti a delle brutte sorprese.
Purtroppo DomainGo permette il pagamento solo tramite bonifico da banca tedesca, quindi ecco la decisione del cambio.
Dopo la scottatura con GoDaddy ho osservato per alcuni giorni diversi forum e siti internet per scegliere alla fine HostGator.
I miei parametri di scelta sono stati i seguenti:
- DB MySql illimitati
- PHP
- almeno 600 MB di spazio
- SSH
- Ruby
- Traffico illimitato
- Sottodomini illimitati
- Contratto annulabile mensilmente
- Max 12 euro al mese
Devo dire che la mia scelta su HostGator si è rivelata azzeccata. Questo hoster è davvero eccezionale, per funzionalità e servizi.
Ho scelto il paccheto “swamp” da 12,95 dollari (circa 8 euro). Dopo circa 20 minuti mi hanno inviato i nuovi indirizzi DNS e attivato il tutto.
Con 8 euro ho a disposizione 1 TB (avete letto bene, proprio 1000 GB) di memoria e tutto quello che dicevo sopra, insieme ad altre tantissime funzionalità, come cronjobs, supporto via chat, email o telefono 24 ore al giorno, IMAP, Perl, Python e anche l’ASP Chilisoft.
Ho avuto qualche problema iniziale con l’accesso SSH, risolto in 5 minuti via chat grazie all’ottimo supporto.
Insomma al momento sono un felice cliente di HostGator, azienda che dopo la mia esperienza posso tranquillamente consigliare a tutti.