GoogleTalk come traduttore personale
Il mio inglese non è male, ma non è perfetto. Me ne accorgo soprattutto quando leggo, visto che la stragrande maggioranza dei feed abbonati è in lingua inglese. Conoscendo perfettamente il tedesco, spesso utilizzo come traduttore per parole ignote leo.org, spero che prima o poi implementino una versione per ENG<->ITA.
C’è però anche un modo molto più semplice per tradurre l’inglese e tutte le lingue straniere che volete. GoogleTalk. GT offre la possibilità d’inserire dei BOT che permettono la traduzione istantanea delle parole.
Per utilizzare GT come traduttore basta semplicemente aggiungere un nuovo contatto nella propria lista nel formato en2it@bot.talk.google.com e poi chattarci assieme.
La prima parte dell’indirizzo è composta dalle due variabili “en” e “it”, che possono essere sostituite a piacere, anche se non è possibile utilizzare tutti i linguaggi offerti dal traduttore ufficiale di Google. Al momento le lingue che possono essere utilizzate sono:
Arabo = ar
Cinese = zh
Coreano = ko
Francese = fr
Giapponese = ja
Greco = el
Inglese = en
Italiano = it
Olandese = nl
Russo = ru
Spagnolo = es
Tedesco = de
WikiaSearch fa ridere.
Da ieri è online il tanto discusso WikiaSearch, il motore di ricerca creato da Jimmy Wales, nato con lo scopo di contrastare Google & Co.
Sono passati più di dodici mesi dall’annuncio di Wales, all’epoca il progetto era stato nominato Wikiasari e i risultati sono visibili oggi su http://alpha.search.wikia.com.
GMail IMAP - Averlo e non saperlo
Da giorni controllo più volte il mio account GMail per vedere se finalmente è stata attivata anche per me la funzionalità IMAP.
10 minuti fa, preso da attacco mistico, ho provato a cambiare la lingua utilizzata da “Italiano” a “English (US)” ET VOILÀ

Praticamente l’IMAP è stato attivato solo per chi utilizza GMail in Inglese, ma solo “English (US)” perchè con “English (UK)” non funziona. Ho provato anche con altre lingue ottenendo lo stesso risultato.
Gmail update! Arriva l’IMAP (2)

L’ho scritto ieri, ora è ufficiale.
Dal blog di Gmail:
For the past few years, we’ve offered POP access, which is similar to IMAP but lacks one critical feature: your changes made on other devices aren’t seen in Gmail when you log back in. Instead you are presented with a list of unread mail, and you must re-read and re-sort everything. For this reason, as soon as I started at Google, IMAP was one of the first things I asked about. Since then, I’ve seen countless blog posts, requests, chats, and just about everything else asking, “Are you guys ever going to do IMAP?” Well now I can say: Yes. Yes, we are doing IMAP. In fact, we are doing it for you for free on all devices and platforms.
Dal “What’s new” di Gmail
Just launched!
Free IMAP
Sync your inbox across devices instantly and automatically. Whether you read or write your email on your phone or on your desktop, changes you make to Gmail will be seen from anywhere you access your inbox. Don’t fret if you don’t see “IMAP Access” yet under the Settings menu. We’re rolling it out to everyone over the next few days.
Gmail update! Arriva l’IMAP
Una bella notizia dal servizio mail di Google: Gmail supporterà presto l’IMAP, affiancandolo al classico protocollo POP.In questo modo sarà possibile la sincronizzazione bidirezionale di mail e cartelle tra il proprio client e il servizio online.
Google non ha ancora confermato la notizia in maniera ufficiale, ma ha semplicemente dichiarato che IMAP è una funzionalità desiderata da molti utenti, inoltre sono molte le persone che dichiarano d’aver già visto apparire le opzioni IMAP sul proprio account Gmail. Se aggiungiamo anche che le funzionalità IMAP di Gmail vengono descritte sul sito di supporto agli utenti, si può tranquillamente affermare che nel giro di pochi giorni tutti saranno finalmente in grado di utilizzare le nuove funzionalità.
Il clone di Twitter non poteva mancare (2)
Primi commenti riguardo l’acquisizione di Jaiuku.
Steve Rubel:
To clarify, I give Twitter 45 days to be sold. My pick? Yahoo. Reason - Yahoo is focusing on developers and Twitter’s API is attractive.
This is a good purchase for Google. Add it onto their new social network that’s coming (Orkut 2.0) and Google just made a major move against Facebook.
Il clone di Twitter non poteva mancare

Twitter ha generato un boom (che personalmente non capisco) che Google chiaramente non poteva perdere. Proprio per questo è stato acquisito poche ore fa Jaiku, un sistema che permette il cosiddetto “Active Streaming”, in concreto un clone del più famoso Twitter.
Wonderful Jaiku users,
Exciting news, Jaiku is joining Google!
While it’s too soon to comment on specific plans, we look forward to working with our new friends at Google over the coming months to expand in ways we hope you’ll find interesting and useful. Our engineers are excited to be working together and enthusiastic developers lead to great innovation. We look forward to accomplishing great things together. In order to focus on innovation instead of scaling, we have decided to close new user sign-ups for now.
But fear not, all our Jaiku services will stay running the way you are used to and you will be able to invite your friends to Jaiku. We have put together a quick Q&A about the acquisition.
Jyri Engeström and Petteri Koponen, Jaiku Founders
Ho l’impressione che Google abbia spostato le sue acquisizioni verso piccole start-up, probabilmente per prendere a basso costo le loro tecnologie e quindi integrarle nei loro sistemi. Un paio di settimane fa è stato acquisito anche Zingku, un servizio molto simile a Jaiku ma con un focus spostato maggiormente verso l’area delle reti sociali.
Da diverso tempo si parla di un grosso progetto in casa Google, che dovrebbe diventare una piattaforma comunicativa colossale. Sono quindi forse legati gli annunci riguardo il software mobile GPhone e l’acquisizione di Grand Central, azienda che offre servizi per la telecomunicazione mobile.
Google Shared Stuff
Pochi giorni fa Google ha introdotto un nuovo sistema “Social Bookmarking” chiamato Shared Stuff. Questo sistema non fa altro che permettere ai suoi utenti di scambiarsi in maniera semplice e veloce bookmarks, fino all’integrazione con la community Google Bookmarks.
Shared Stuff permette d’integrare un bookmarklet all’interno del proprio browser per permettere una rapida chiamata delle funzionalità di sharing.
Con Google Shared Stuff è possibile condividere contenuti, immagini e abbonare questi tramite feeds RSS. Insomma Google Shared Stuff fino a qui offre le stesse cose che già sono disponibili grazie a Delicious & Co.
Ci sono però dei nuovi elementi che contraddistinguono il tool di Google, per esempio l’integrazione con Facebook e con i suoi diretti concorrenti, come appunto Delicious o Digg.
Google Shared Stuff rimane comunque un buon strumento di promozione, anche per il proprio blog.
Promuovendo di tanto in tanto gli articoli che sono ritenuti realmente interessanti, è realmente possibile far aumentare la conoscenza del proprio blog. Mai esagerare però, altrimenti si rischia di cadere nel burrone dello spam.
Chiaramente Google non disdegna le applicazioni di casa, offrendo la possibilità d’inviare i propri bookmarks ai contatti salvati sull’account Gmail o di osservare i link condivisi da quest’ultimi.
La reale differenza tra Google Shared Stuff e i suoi concorrenti sta nella diffusione del marchio Google in rete. La massiccia diffusione del brand Google potrebbe aprire maggiormente le porte del “tagging”. In questo modo Google di conseguenza potrebbe apportare interessanti modifiche al proprio motore di ricerca, offrendo risultati sempre più vicini alle richieste dell’utente.
Pythia Analytics. Controllare il trend del blog
Una maniera semplice e veloce per vedere ed analizzare lo stato del proprio sito viene offerto da Pythia Analytics. Questo sistema online offre diversi diagrammi che mostrano l’andamento del sito tramite i links di Yahoo, del.icio.us, Technorati ed altri.
Per visualizzare i diagrammi basta semplicemente inserire l’URL desiderata.

Implementare Google in Google Reader
Questo è Google Search:

Questo è Google Mail:

Questo è Google Groups:

Questo è Google News:

Questo è Google Calendar:

Cosa si nota? Semplice, ogni funzionalità di Google ha uno suo ben definito sistema di ricerca. Si può quindi cercare nei gruppi di discussione, nelle proprie mail e nel calendario, ma sapete dov’è che a me personalmente manca una funzione di ricerca? In Google Reader.
Sembrerà strano ma proprio nel lettore feeds di Google manca la possibilità di ricercare tra gli RSS abbonati. Effettivamente la ricerca c’era ma è misteriosamente scomparsa per chissà quali motivi.
Utilizzo Google Reader da diversi mesi, dopo il suo rinnovo grafico e funzionale ho deciso d’utilizzarlo al posto di Bloglines, ma se c’è una cosa che mi manca, è proprio la possibilità di ricercare tra i feeds, soprattutto tra quelli marcati con la stella, i cosiddetti “Starred Items”.
Esiste però una possibilità per ovviare alla mancanza, un “workaround” che permette l’inserimento di un motore di ricerca ad - hoc per google reader.
- Per prima cosa bisogna andare sul Custom Search Engine di Google, qua è possibile costruire un proprio motore di ricerca basato chiaramente su quello di Google.
- Dopo aver premuto su “Create a Search Engine”, riempite solamente i campi “Search engine name”, “Search engine description” e “Sites to search” (qua inserite semplicemente http://www.google.it/reader/view/) e terminate l’operazione.
- Ora andate sul Google Reader ed esportate sul vostro PC i feeds abbonati in formato OPML (Settings -> Import/Export -> Export).
- Caricate ora il file OPML sul motore di ricerca precedentemente creato, per farlo andate su My Search Engines->Control Panel->Advanced->. Sulla “Annotation file” cliccate su “Browse” e caricate il file OPML precedentemente salvato.
- Fatto? Avete ora creato il vostro motore di ricerca per Google Reader fatto in casa.
Qua trovate un mio esempio: http:blog.medianima.com/search


