599.000$ in 9 ore
In Italia Woot! non è ancora molto conosciuto, mentre spopola in USA. Woot! è un sito e-commerce che si basa sul principio del “One Day, One Deal”. Ogni giorno alle 24:00 (CT) viene messo in vendita un prodotto in numero limitato, se questo viene esaurito bisogna attendere il giorno seguente.
Woot! È stato inserito dal Time tra i 50 siti e-commerce più innovativi, ed attraverso il suo semplice ma efficace sistema di vendita, guadagna cifre di tutto rispetto con il minimo sforzo.
Proprio lo scorso dicembre sono stati messi in vendita 500 proiettori DLP InFocus IN72, il tutto è stato venduto nel giro di 8 ore. Lo stesso prodotto è stato reinserito ieri, ma questa volta invece di 500, i pezzi in vendita erano 1000. Tutti i proiettori sono stati venduti in poco più di nove ore per una cifra totale pari a 599.000 dollari.

Secondo Wikipedia, grazie alla particolare strategia di vendita, Woot! ha incassato nel 2005 circa 40 milioni di dollari (10 milioni nel 2004). Mediamente Woot! Incassa circa 100.000 dollari al giorno.
Consiglio la lettura dell’articolo su Wikipedia, che descrive in maniera egregia la storia e i fatti di Woot!.
Edgeio è finalmente live
Edgeio, il primo sistema d’annunci decentralizzato, è da oggi disponibile. Il sistema è partito con un capitale di 1,5 milioni di dollari, offerti da diversi investitori.
Maggiori informazioni sul lancio di Edgeio sono disponibili su un mio vecchio post e su Techcrunch.
Arriva CarSpace, Social Network per gli amanti dei motori.

Lunedì 27 Febbraio, ovvero tra poche ore, tutti gli amanti dei motori potranno avere accesso a CarSpace, social network a loro dedicato. Il sistema sarà lanciato dal popolare portale automobilistico americano Edmunds.com.
Su questo sistema sarà possibile vedere decine di pagine di fan automobilistici, che mostreranno “pimp and muscle cars”.
CarSpace pubblicizza il sistema con le seguenti parole:
“At CarSpace we make it easy to find other enthusiasts who share your passion for all things automotive. From new cars to classics, muscle cars to minivans, the CarSpace social network can help you rev up your automotive friendships by creating and maintaining connections with friends who share similar interests.”
Come già detto, il sistema partirà ufficialmente domani, ma alcune funzionalità sono già disponibili da un paio di settimane.
Ma chi c’è dietro CarSpace?
L’azienda creatrice del nuovo network automobilistico e la Edmunds, già conosciuta in america con il suo portale e-commerce, dedicato alla vendita d’automobili.
La Edmunds è la classica azienda familiare. Il CEO dell’azienda è Peter Steinlauf, sua moglie siede nel consiglio d’amministrazione e i tre figli sono a capo d’alcune importanti funzioni aziendali.
Non ci troviamo davanti ad una StartUp, la Edmunds è nata nel 1966 a Los Angeles come azienda editoriale, solo nel 1995, in pieno boom New Media, esce il portale dedicato all’auto.
Alla Edmunds lavorano circa 300 dipendenti ed al suo interno trovano spazio 6 matematici, responsabili degli algoritmi per il calcolo dei valori di vendita delle automobili usate (TMV, True Market Value). Gli algoritmi e i sistemi informatici derivanti vengono poi offerti come servizi tecnologici ASP ed utilizzate su Edmunds.com.
Per finire, CarSpace è una novità ma arriva da un’azienda con una grossa esperienza alle spalle, che prende le idee di MySpace e le trasporta nel settore automobilistico.
Il primo concorrente di Edgeio: Ichiba.

La febbre del Feed-Geotargeting, prossimo a partire con Edgeio, sta coinvolgendo più e meno tutte le nazioni. Anche in Svizzera, con il progetto Ichiba, si sta lavorando ad un sistema che segue l’idea di Edgeio. Sul sito della Ichiba viene spiegato, grazie a semplici disegni, l’idea della vendita online decentralizzata, in altre parole, il futuro dei sistemi e-commerce.
Edgeio, killer di Ebay & Co.?

Da un paio di giorni circolano voci riguardo alla prossima uscita sul mercato di Edgeio.
Per alcuni si tratta di un applicativo che potrebbe mettere i bastoni tra le ruote di Ebay e Craigslist, per altri è invece un valore aggiunto a servizi già esistenti.
Dietro Edgeio si cela Michael Arrington, conosciuto grazie a Techcrunch, che già da mesi lavora su quest’idea.
Il concetto di Edgeio è semplice ma geniale. Gli annunci sono collegati a dei tags, proprio come gli articoli che siamo abituati a postare giornalmente sui nostri blog, questo significa che da qualsiasi blog è possibile fare apparire annunci sul sistema Edgeio. Attraverso tags aggiuntivi è possibile quindi creare un catalogo di offerte e prodotti che si sviluppa in maniera dinamica e categorizzata.
Pensiamo per esempio ad un annuncio che contiene semplicemente il tag con il nome di una città, questo permetterà di visualizzare su Edgeio, tutti gli annunci corrispondenti a quella città.
L’idea è veramente interessante, ma ho in ogni modo qualche dubbio riguardo alla sua diffusione. Penso che questo sistema possa essere limitato dall’utenza stessa. Non tutti i navigatori hanno chiaro il funzionamento logico che esiste dietro ai tag e alle tecniche RSS. Purtroppo, la mentalità da “formulario”, è molto forte negli utenti che utilizzano da anni Ebay o Craigslist, quindi passare da quel tipo di sistema a quello offerto da Edgeio può creare problemi alle persone abituate a lavorare con mezzi diffusi. Se questo problema sarà superato, sono fermamente convinto del successo di Edgeio.
Come approfondimento consiglio di leggere un post di Jeff Jarvis, commentato da Keith Teare (partner di Michael Arrington) e Craig Newmark.
Etsy Sales Report: crescita del 250% in due mesi.
Il portale e-commerce Etsy.com, specializzato nella vendita di prodotti artigianali, come cappelli peruviani e guanti di lana ricamati a mano, sta crescendo a ritmo esponenziale.
Etsy ha guadagnato, dopo sette mesi dalla partenza online, 250.000 dollari. Certo non sono cifre altissime paragonate ai bilanci pubblicati da Ebay o Amazon, ma si tratta sempre di un valore positivo raggiunto in pochi mesi.
Aggiungo la classica tabella riassuntiva.
| Mese | Vendite totali | Nr. venditori |
|---|---|---|
| 08/05 | $10.000 | 1.018 |
| 09/05 | $40.000 | 1.516 |
| 11/05 | - | $100.000 |
| 01/06 | $250.000 | 5.027 |
Google Video Store: nuovo concetto per un sito e-commerce
Da poco tempo è uscito il nuovo sistema Google Video Store, che ha creato non poche discussioni riguardo all’entrata di Google sul mercato E-Commerce, settore fino a quel momento, totalmente inesplorato. La prima domanda che ci si pone è se Google ha quindi intenzione di proseguire seguendo questa strategia, tralasciando in parte i suoi sistemi di guadagno più diffusi come AdSense.
L’altra domanda che ci si pone è se Google Video Store può essere inserito, come concetto di vendita, nel gruppo degli Online Shop tradizionali come Amazon.
John Battelle descrive la sua idea di “negozio online”, come un sistema che segue i trend del consumatore offrendo determinati prodotti insieme a tutta una serie di regole dettate dal mercato. Un negozio online, utilizza la ricerca dei prodotti come valore aggiunto, non è quindi il suo sistema di diffusione primario.
Battelle si riferisce ad un articolo di Gaynelle Grover, che dice esattamente di come Google Video sia il valore aggiunto, del risultato della ricerca di Google, in altre parole, viene data agli utenti la possibilità di comprare quello che l’utente trova attraverso la ricerca in rete, sfruttando il suo più grosso potenziale, ovvero quella della sua stessa diffusione.
Quest’ultima frase, sintetizza esattamente la questione, non a caso Google Video Store si descrive come “the world’s first open online video marketplace”. Insomma Google Video cerca di creare un approccio differente all’acquisto, più diretto verso il consumatore.
Infatti, mentre nel classico sistema di vendita, il rivenditore fissa un suo prezzo, che si differenzia da quello del produttore, in Google Video il prezzo di vendita si può riassumere con la formula 70/30, dove 70 è il prezzo del produttore, quindi in conclusione è quest’ultimo in pratica a decidere il prezzo di vendita.
Il concetto di vendita di Google Video Store è ambizioso e pone delle reali novità rispetto ai classici sistemi di vendita online. Google stesso è cosciente delle difficoltà che può contenere un sistema di questo tipo è si sta quindi orientando alla cattura di contenuti video esclusivi e difficili da reperire, offrendo ai produttori la possibilità di fissare loro stessi il prezzo di vendita e di guadagno.
